Decreto 28 Norme fiscali, penali e della giurisdizione veneta

31 dicembre 2009

Decreto 28 dicembre 2009 n.1
Norme fiscali, penali e della giurisdizione veneta

Il Governo, nell’esercizio delle funzioni istituzionali e di Governo di Autodeterminazione dell’ordinamento giuridico del Popolo Veneto:
viste le norme fiscali delle Istituzioni del Popolo Veneto;
vista la necessità di chiarimento ed integrazione delle norme vigenti fiscali e penali;
vista la necessità di certezza della pena e degli obblighi civili;

Il Governo decreta

Articolo 1 – La tassazione generale è fissata nella percentuale del 25% del reddito imponibile.
Articolo 2 – Il reddito imponibile si calcola detraendo dall’incassato il 100% delle spese sostenute inerenti l’attività, comprese le spese di investimento, in personale, in macchinari e attrezzature, in pubblicità e promozioni, e i canoni per servizi necessari alla attività.
Articolo 3 – Non fanno parte dell’imponibile le cifre fatturare ma non ancora incassate
Articolo 4 – I soggetti che hanno più attività aziendali e personali, dopo aver predisposto le dichiarazioni per ciascuna di esse possono presentarle allegate ad una dichiarazione complessiva dove compensano le cifre al passivo o i crediti di imposta con le cifre all’attivo di tutte le attività, versando solo il dovuto all’attivo o con richiesta di rimborso dei crediti d’imposta risultanti.
Articolo 5 – Sui redditi netti percepiti le persone fisiche devono versare il 3% in un fondo pensionistico vincolato di durata ventennale sottoscritto presso una società assicurativa con almeno 100.000 assicurati. Possono ottenere lo svincolo del fondo gli ultrasessantacinquenni.
Articolo 6 – L’imposta sugli scambi (ex IVA) è fissata al 20% dell’importo per ogni attività tranne che per la vendita di alimentari.
Articolo 7 – In attesa di una organica sistematizzazione delle Lista dei Crimini e della lista degli Usi, vengono rese esecutive nell’ordinamento veneto tutte le fattispecie di reato e tutte le fattispecie del codice civile della legislazione italiana vigenti al 23 maggio 1992, sempre che esse non siano in contrasto con le norme venete oppure con i principi comuni agli stati Europei e salvo giurisprudenza veneta.
Il presente decreto ha il valore di legge nello Stato delle Venetie il giorno dopo la pubblicazione sul sito ufficiale www.statoveneto.net.
Il Capo del governo del popolo veneto

I ministri

Convocata l’assemblea per il 3 dicembre 2009 – nuovi ministri, iniziative legali

1 dicembre 2009

Collegarsi al sito dell’Assemblea

Comunicato sulla vicenda “Połisia veneta”

9 novembre 2009

http://www.statoveneto.net/tribunale/2009/11/07/comunicato-sul-sequestro-di-armi/

Ecco alcuni crimini per i quali l’Assemblea ha fatto decadere Quaglia

7 novembre 2009

Il 13 agosto 2009, il Presidente del Tribunale del Popolo Veneto, Loris Palmerini, aveva chiesto le dimissioni di Quaglia, a seguito della scoperta di gravi illeciti da parte di Quaglia e altri, compresi reati di eversione e reati fiscali. Nella richiesta, resa pubblica il 15, ha annunciato che avrebbe dimostrato la colpevolezza di Quaglia nella Assemblea del Parlamento che fu convocata il giorno dopo.

Il 16 agosto 2009, su richiesta di 4 parlamentari come previsto dallo statuto, il Presidente dell’Assemblea Caltarossa convocò urgentemente il Parlamento per discutere delle questioni. L’autoconvocazione dell’Assemblea era cosa dovuta, e Caltarossa era presidente dell’Assemblea fin dal 19 marzo. Infatti  quel giorno l’Assemblea aveva nominato Quaglia Capo del Governo mettendolo fuori ruolo dal Parlamento per incompatibilità , riconoscendo quindi  la presidenza dell’Assemblea  a  Caltarossa (rimasto primo dei più votati). Quaglia stesso per mesi ha riconosciuto Caltarossa come capo dell’Assemblea.

Il 19 agosto il Governo Quaglia, senza ministri approvati dal Parlamento, tentava il colpo di Stato con un deKreto mai pubblicato.

In esso Quaglia dichiarava sospeso il presidente del Tribunale, si autoproclamava capo dell’Assemblea, nominava dei giudici suoi compari, convocava l’assemblea per il 30 agosto. Il deKreto di Quaglia è stato dichiarato nullo dall’assemblea del 29 convocata legittimamente . Anche  l’assemblea del 5  settembre, già programmata dalla legge del giugno 2009, ha confermato la cosa, rendendo superflua ogni altra considerazione di legittimità.

Nel  deKreto illegale del 19 agosto di tentato colpo di Stato , il “governo” Quaglia aveva dichiarato:

1)  “sospeso” Palmerini Loris dalla presidenza del Tribunale del Popolo Veneto, ma lo Statuto di fondazione del Tribunale lo impedisce in quanto afferma chiaramente che il Presidente del Tribunale agisce nella piena “indipendenza dal Potere Politico”, e in effetti nello statuto un ruolo primario del Presidente del Tribunale è quello di impedire la dittatura è per questo ha la garanzia che non può essere fatto decadere ed è eletto direttamente dal popolo e dispone di una sua sovranità. Ma non dispone di poteri di governo ad eccezione della sua sicurezza personale. Il presidente del Tribunale era stato messo sotto accusa da Bortotto già da inizio Giugno, periodo nel quale era già in corso il progetto eversivo (vedi dopo) con la registrazione di siti abusivi scoperti in seguito.

2) il 19 agosto il governo Quaglia ha dichiarato decaduto dalla presidenza dell’assemblea Caltarossa Thomas, scavalcando i poteri dell’Assemblea. Qualche giorno dopo Quaglia si è perfino autoproclamato Capo dell’Assemblea convocandola per il 30 agosto .Ma era stata l’Assemblea stessa alla sua presenza il giorno 19 marzo 2009 che lo aveva messo fuori ruolo dal Parlamento per incompatibilità con la presidenza del governo, riconoscendo Caltarossa (primo dei più votati) capo dell’Assemblea.

3) il governo Quaglia, per sfuggire alle accusa di suoi crimini pronunciate da Palmerini ha nominato anche 3 compari quali Giudici “savi”, per potersi giudicare da sè, tuttavia la giurisdizione di giustizia è esercitata dal popolo nella Istituzioni di Autogoverno “Tribunale del Popolo Veneto” e non spetta al Governo poterla “smontare” a suo piacimento. Questo è vietato anche dalle leggi internazionali, ma si tratta di una violazione dello statuto sulla giustizia.

4) bugie al parlamento: in data 7 luglio Quaglia e Bortotto hanno mentito al parlamento, in quanto è stato esplicitamente chiesto loro se c’era l’intenzione di usare armi per la costituenda “polizia nazionale”. Bortotto, con la ratifica di Quaglia, esplicitamente richiesti da Caltarossa (presidente dell’Assemblea) mentirono al parlamento dicendo che non vi era l’intenzione, mentre invece pochi giorni prima Quaglia e Bortotto avevano tentato di far approvare un decreto che esplicitamente prevedeva l’uso di “armi semiautomatiche”. Il decreto non passò perché Palmerini richiese l’unanimità del governo, criterio di legge per l’approvazione dei decreti del governo. Questo produsse le ire di Quaglia e Bortotto. Quaglia infatti dimise tutti i ministri, nel tentativo di approvare da solo le legge, ancora una volta impedito da Palmerini che richiedeva almeno qualche ministro in carica. L’intenzione di Quaglia di armare il corpo è stata palesemente affermata dallo stesso anche a mezzo stampa. (aggiornamento : il giorno 5 novembre sono stati denunciati per avere il controllo di un “arsenale” di armi , a dimostrazione che mentivano)

5) a seguito di un controllo informatico richiesto da Zanatta, sono emersi alcuni reati fiscali a carico  di Quaglia e Zanatta cioé l’uso delle Istituzioni per coprire traffici illegali. I documenti che li comprovano sono stati tenuti secretati per ordine dell’Assemblea che ha però ordinata la pubblicazione qualora Quaglia e accoliti continuassero nell’usurpazione dei simboli. Questa evenienza si è realizzata fin dal 30 agosto, il 6 settembre, il 25 ottobre.

6) sistematica violazione dello Statuto: il governo Quaglia non ha mai rispettato gli statuti e le leggi, fregandosene dei ruoli istituzionali anche quando richiamato da preciso decreto del presidente del Tribunale, mettendo in campo una polizia senza alcuna legge approvata. Nel decreto del 19 agosto ha perfino dichiarata “sospesa” una legge del Parlamento datata 25 giugno 2009, una legge che riapriva le elezioni del Parlamento “in zonta”. Questo non è ammesso in alcuna democrazia.

7) diffamazione a mezzo stampa: Quaglia, imboccato da Bortotto, ha presentato come  presunta prova di colpevolezza di Palmerini un documento nel quale Palmerini chiedeva di essere sentito dalla magistratura italiana.Nonostante le dimostrazioni date da Palmerini, e l’ampia documentazione disponibile che dimostravano l’infondatezza delle accuse, Quaglia ha utilizzato il documento per sostenere la necessaria “sospensione” di Palmerini. Tuttavia il documento è risultata una evidente esca che serviva a far entrare il diritto di autogoverno nel processo sui serenissimi, in quanto Palmerini non poteva essere delatore di alcunché poiché non frequentava alcun movimento venetista al tempo dei fatti. Inoltre Palmerini è stato accusato dal  movimento di Bortotto di aver fatto arrestare Segato, quando dalla lettura dei documenti è risultato evidente il contrario, cioè che Palmerini ha ottenuto e favorita la scarcerazione di Segato nel marzo 2000 (Segato fu costretto a dichiararsi italiano dalla magistratura e a disconoscere le Istituzioni di Autogoverno) – Aggiunta: nel recente libro di lettere di Segato dal carcere, risulta che Segato ha subito carcere ingiusto perché rifiutò di accusare falsamente Palmerini e collegarlo ai Serenissimi da cui è sempre stato estraneo.

Da indagini del settembre 2009 è risultato che i siti usati da Quaglia e Bortotto sono stati registrati il 22 giugno e il 4 agosto, quindi prima di ogni contestazione e di dichiarazione su Palmerini. Questo dimostra la programmazione dell’atto eversivo ben meditata da tempo, un progetto dietro il quale si nascondono forze eversive certamente filo italiane. In particolare, Bortotto è un ex-poliziotto, Zanatta (titolare di altro sito) ha parenti stretti dei Carabinieri. Nelle recenti indagini sulla “Połisia” Zanatra non risulta nemmeno indagato.

Nei  siti abusivi si usano i simboli i nomi, simboli delle Istituzioni di Autogoverno, oltre che  le opere intellettuali lavoro di Palmerini. Questi furti sono penalmente ed economicamente perseguibili. Si usano anche idee e l’uso di articoli giornalistici che in realtà riguardano successi delle attività di autogoverno che gli abusivi della “Połisia”  fanno credere essere  loro lavoro.

Questi comportamenti verranno perseguiti su tutti i piani, e le persone responsabili vedranno che con la legislazione veneta non si scherza perché se si disconosce quella veneta si subisce quella italiana.

cronistoria del tentato colpo di stato

15 ottobre 2009

Cronistoria di un mancato colpo di stato.

Il giorno 9 agosto, nell’ambito di un controllo di password informatiche richiesto da Zanatta (ministro degli esteri) Loris Palmerini, Presidente del Tribunale del Popolo Veneto fin dal 1999, viene a scoprire gravi illeciti da parte sua e di Quaglia, compresi reati fiscali fuori dalla legislazione veneta.

Quegli atti rischiavano di gettare nel completo discredito le Istituzioni e di produrre arresti di innocenti. Inoltre si sommavano ad altre precedenti gravi violazioni dello statuto, come la messa in campo di organizzazione para-armata senza decreti regolativi, nonché la mancanza di regolarizzazione a posteriori dell’azione seppure richieste. Inoltre Quaglia aveva già mentito al parlamento il 7 luglio sulla volontà di armare il corpo di polizia per il quale invece aveva cercato forniture già qualche giorno dopo da alcuni fornitori che hanno testimoniato.

Verso il 15 Palmerini mostra le prove dei crimini di Quaglia  al presidente dell’Assemblea Caltarossa ed ad altri, e Caltarossa il giorno 17, su richiesta di 4 parlamentari (come da statuto)  convoca urgentemente l’assemblea per il giorno 29, 6 giorni prima della data fissata con legge per il 5 settembre.

Caltarossa era  presidente dell’Assemblea fin dal 19 marzo. Infatti  l’Assemblea lo aveva nominato in sostituzione di Quaglia in quanto nominato  Capo del Governo e fuori ruolo dal Parlamento per incompatibilità. La presidenza dell’Assemblea a  Caltarossa (primo dei più votati dopo Quaglia) derivava dall’obbligo statutario di risolvere subito le incompatibilità. In ogni caso Quaglia stesso per mesi ha riconosciuto Caltarossa come capo dell’Assemblea perfino rivolgendosi a lui alla fine di giugno per la convocazione di una assemblea straordinaria per ottenere poteri speciali.

Nel pomeriggio del giorno 18  Palmerini chiede pubblicamente le dimissioni di Quaglia, rendendo noto di avergli chiesto direttamente le dimissioni senza esito, e che mostrerà a tutto il parlamento le prove che rendevano necessaria la sua decadenza il giorno 29.

Il 19 agosto Quaglia afferma che la notte prima lui e i suoi ministri (non approvati dal  Parlamento) avevano con un deKreto di fatto preso tutti i poteri, dichiarando sospeso Palmerini, dichiarandosi lui stesso Capo dell’Assemblea, nominando dei magistrati suoi amici, dichiarando sospesa la legge del parlamento che apriva le elezioni intergrative dell’assemblea, convocava l’assemblea per il 30 agosto.

Insomma tentavano il colpo di Stato con alcuni compari, tenendo all’oscuro i parlamentari delle vere ragioni della richiesta di dimissioni.

Analizzando  “deKreto” del 19 agosto  di tentato colpo di Stato di Quaglia si vede la sua totale illegalità

1)  ha dichiarato “sospeso” Palmerini Loris dalla presidenza del Tribunale del Popolo  Veneto, ma lo Statuto di fondazione del Tribunale lo impedisce in quanto  afferma chiaramente che il Presidente del Tribunale agisce nella piena  indipendenza dal Potere Politico.
In effetti il ruolo del presidente del tribunale  è quello di impedire la dittatura e per questo ha la garanzia che non può essere
fatto decadere ed è eletto direttamente dal popolo. Ma il presidente del tribunale non dispone di  poteri di governo rendendo impossibile che lui faccia una dittatura. Ma come si vedrà , la manovra contro Palmerini era iniziata già a  Giugno, le prove dimostrano che era già in corso il progetto eversivo (vedi dopo).

2) il governo Quaglia ha dichiarato decaduto dalla presidenza dell’assemblea Caltarossa Thomas. Questo è eversivo della sovranità del popolo veneto, che ha dato alla Assemblea il potere di decidere chi fa il capo del governo, e chi non è compatibile con quella carica. Doveva essere eventualmente l’Assemblea a far decadere Caltarossa, e la sua riconferma era già nell’ordine del giorno del 29 agosto. Quindi non vi era alcun logica nel usurpare il ruolo di Caltarossa se non quello di impedire la partecipazione delle legittimi istituzioni.
Infatti Quaglia si è pure autoproclamato Capo dell’Assemblea convocandola per il 30 agosto. Eppure  era  stata l’Assemblea stessa alla sua presenza il giorno 19 marzo 2009 che lo aveva messo fuori ruolo dal Parlamento per incompatibilità con la presidenza del governo, riconoscendo Caltarossa (primo dei più votati) capo dell’Assemblea.

3) il governo Quaglia, per sfuggire all’accusa dei suoi crimini ha nominato 3 compari quali Giudici “savi”, per potersi fare giudicare dai suoi compari. Questo è illegale per il diritto internazionale , ma anche nello statuto di autogoverno la giurisdizione , l’esercizio della giustizia, è esercitata dal popolo veneto attraverso l’ Istituzione  “Tribunale del Popolo Veneto” , che ha un suo presidente indipendente della politica eletto direttamente. Il Governo non ha diritto di “smontare” a suo piacimento la magistratura, nè tanto meno nominare a suo piacimento i vertici: sovverte i diritti del popolo . Questo è vietato anche dalle leggi internazionali che pretendono l’imparzialità della giustizia, e per tanto Quaglia non ha alcuna giurisdizione valida anche qualora un qualche Stato gli contestasse dei crimini nel rispetto delle leggi internazionali , compreso lo stato italiano. D’altra parte Quaglia per primo ha disconosciuto la legge veneta e la giurisdizione del tribunale del popolo veneto e del suo presidente.

4) sistematica violazione dello Statuto: il governo Quaglia non ha mai rispettato gli statuti e le leggi, fregandosene dei ruoli istituzionali. Mmettendo in campo una polizia armata nei fatti senza alcuna legge approvata aveva violato lo statuto. Richiesto da Palmerini di sanare la questione , non è stato in grado di far accettare l’uso di “armi semi automatiche” da parte del governo nella serata del 26 giugno, poiché Palmerini richiese l’unanimità prevista dalla legge. Così Quaglia chiese poteri speciali al parlamento, e in parte li ottenne ma mentendogli il 7 luglio.

5) bugie al parlamento: in data 7 luglio Quaglia e Bortotto hanno mentito al parlamento, in quanto è stato esplicitamente chiesto loro se c’era l’intenzione di usare armi per la costituenda “polizia nazionale”. Bortotto, con la ratifica di Quaglia, esplicitamente richiesti da Caltarossa (riconosciuto presidente dell’Assemblea) mentirono al parlamento dicendo che non vi era l’intenzione di usare armi, mentre invece pochi giorni prima Quaglia e Bortotto avevano tentato di far approvare un decreto che esplicitamente prevedeva l’uso di “armi semiautomatiche”. Il decreto non passò perché  Palmerini richiese l’unanimità, criterio di legge per l’approvazione dei decreti del governo. Questo produsse le ire di Quaglia e Bortotto.
Quaglia infatti dimise tutti i ministri, nel tentativo di approvare da solo le legge, ancora una volta impedito da Palmerini che richiedeva almeno qualche ministro in carica. L’intenzione di Quaglia di armare il corpo è stata palesemente affermata dallo stesso anche a mezzo stampa.
Lo spregio per il parlamento si dimostra anche nel decreto del 19 agosto ha perfino dichiara sospesa una legge del Parlamento data 25 giugno 2009,  una legge che riapriva le elezioni del Parlamento “in zonta”.

5) a seguito di un controllo informatico richiesto da Zanatta, sono emersi alcuni reati fiscali a carico suo e di Quaglia e l’uso delle
Istituzioni per coprire traffici illegali. I documenti che li comprovano sono stati presentati all’assemblea il 29 agosto e   secretati per ordine dell’Assemblea che ha però ordinata la pubblicazione qualora Quaglia e accoliti continuassero nell’usurpazione. Questa evenienza si è realizzata fin dal 30 agosto ma palesemente nel mese di ottobre .

6) diffamazione a mezzo stampa: Quaglia, imboccato da Bortotto, ha presentato come  presunta prova di colpevolezza di Palmerini un documento nel quale Palmerini chiedeva di essere sentito dalla magistratura italiana. Nonostante le dimostrazioni date da Palmerini, e l’ampia documentazione disponibile che dimostravano l’impossibilità delle accuse, Quaglia ha utilizzato indicandolo come prova per sostenere la  necessaria “sospensione” di Palmerini. Tuttavia il documento è risultata  una evidente esca che serviva a far entrare il diritto di autogoverno nel processo sui Serenissimi, in quanto Palmerini al tempo non poteva essere delatore di alcunché poiché non frequentava alcun movimento di  stampa venetista. Inoltre Palmerini è stato accusato dal  movimento di  Bortotto di aver fatto arrestare Segato, quando dalla lettura dei documenti è risultato evidente il contrario, cioè che Palmerini ha  ottenuto e favorita la scarcerazione di Segato nel marzo 2000 (Segato fu  costretto a dichiararsi italiano dalla magistratura e a disconoscere le Istituzioni di Autogoverno)

Il deKreto del 19 agosto di Quaglia  è stato dichiarato nullo dall’assemblea del 29 convocata legittimamente su richiesta di 4 parlamentari, e Quaglia e il suo governo dichiarato decaduto ed interdetti a vita  dalle cariche pubbliche  i suoi accoliti.

Successivamente e da recenti indagini è risultato anche che i siti usati da Quaglia e Bortotto sono stati registrati il 22 giugno e il 4 agosto, quindi prima di ogni contestazione a Palmerini. Questo dimostra la programmazione dell’atto eversivo ben meditata da tempo, un progetto dietro il quale si nascondono forze eversive certamente filo italiane. In particolare, Bortotto è un ex-poliziotto, Zanatta (titolare dell’ altro sito) ha parenti stretti dei Carabinieri.

Negli attuali siti si usano i simboli i nomi delle Istituzioni di Autogoverno e in proprietà di Palmerini, oltre che  le opere intellettuali lavoro di Palmerini. Questi furti sono penalmente ed economicamente perseguibili. Si usano  anche idee e l’uso di articoli giornalistici che in realtà riguardano  successi delle attività di autogoverno che loro fanno credere come loro  lavoro.

Questi comportamenti verranno perseguiti su tutti i piani, e le persone responsabili vedranno che con la legislazione veneta non si scherza.

D’altra parte, chi non risponde alla legge veneta deve rispondere a quella italiana, e i reati sono molti.

Si arriverà  quindi  ad accertare la sussistenza della giurisdizione veneta sulla pelle di chi disconosce la giurisdizione veneta stessa.

Nuovi vertici dello Stato delle Venetie eletti dall’Assemblea del Popolo Veneto

5 settembre 2009

L’Assemblea del Popolo Veneto, ( http://www.statoveneto.net/assemblea ) Parlamento dello Stato delle Venetie /Autogoverno del Popolo Veneto, si è riunita oggi 5 settembre 2009 a Due Carrare (PD).

Dopo aver accertato la decadenza di un certo numero di parlamentari assenteisti, l’Assemblea ha approvato la nomina di Francesca Carrarini a presidente supplente del Tribunale del Popolo Veneto, appositamente modificando la legge che richiedeva almeno 30 anni per la carica, portata a 25.

Carrarini resterà in carica fino al 25 ottobre, data di elezione da parte del popolo del nuovo presidente del tribunale.

L’assemblea, nel riconfermare le delibere della riunione precedente, ha votato un nuovo capo del Governo, Loris Palmerini, già presidente uscente del Tribunale del Popolo Veneto.

Indiscusso il Presidente dell’Assemblea, Thomas Caltarossa.

L’Assemblea inoltre si appresta a installarsi in una nuova sede nel veneto centrale.

L’assemblea tornerà a riunirsi il prima sabato del mese.

La riunione di oggi, sia il luogo che la data, era stata stabilita dalla legge 27 giugno 2009, e per tanto la sua convocazione è giuridicamente inoppugnabile.

I media sono diffidati da associare le Istituzioni di Autogoverno del Popolo Veneto, Stato delle Venetie ad altre persone o fatti diverse dai rappresentanti Istituzionali e verranno citati in giudizio per danni d’Immagine e risarcimento danno qualora questo succedesse.

www.statoveneto.net

L’assemblea dichiara decaduto il governo Quaglia, interdetti a vita i componenti, sanzioni, norme regolamentari

29 agosto 2009

Verificati  gli elementi di diritto e i comportamenti, l’Assemblea del Popolo Veneto ha dichiarato decaduto il Governo Quaglia e interdetti a vita  dai pubblici uffici tutti i componenti, annullata la convocazione dell’Assemblea per il 30 agosto, sanzioni per il mancato rispetto.

Vedi sito ufficiale

http://www.statoveneto.net/assemblea/?p=37

Nomine di ministri e per incarichi di Governo

2 agosto 2009

Nomina di Luciano Franceschi a Ministro Tesoro

Nomina di Stefano Franzago a Ministro della Sanità

Nomina di Giuseppe Pesce a Ministro dei Trasporti

Nomina di Emiliano Antonioli ambasciatore in Congo

Nomine di ministri da parte del capo del Governo

12 luglio 2009

Nomina di Erminio Berton a Ministro Industria sig-berton-min-industria

Nomina di Sergio Bortto a Ministro dell’Interno sig-bortotto-min-interno

Nomina di Giuliana Merotto a Capo ufficio Stampa sigra-merotto-uff-stampa

Nomina di Paolo Zanatta a Ministro degli Esteri sig-zanatta-min-esteri

Cao de Governo : retiro inkariko Menistri

2 luglio 2009

Konejan, 02. lujo.2009
Da: Kao de Goerno

Kofà Kao de Goerno,
konsiderà ke no existe £a justa koexion fra i konponenti el Goerno, indispensabi£e so sto momento storego e ke, no xe me abitudine inkontrarme ko xente ke fa so£o perdare tanto tempo e no respeta £e più picenine norme de konvivensa e respeto.
Ritegno ke masa Menistri no £i ga gnancora kapio ke sto Goerno ga tute £e Karte in rego£a pa esar ta£e, e i fa de tuto parkè nol gabia da funthionare . Go laorà 15 ani in LIFE co xente straordinaria ke parla, ke £asa parlare e ke deside sensa fare tanta kagnara se non ‘ndove ke serve veramente (ufici del stato taljan)

Pa sto motivo da sto momento xe axerà tute £e karike dei Menistri in Karika e me riservo de nominare drento
luni 6 de lujo tuti i Menistri par el novo Goerno.

Kao de Goerno
Quaglia Daniele