{"id":201,"date":"2009-10-15T19:28:51","date_gmt":"2009-10-15T18:28:51","guid":{"rendered":"http:\/\/statoveneto.net\/governo\/?p=201"},"modified":"2011-09-23T15:19:16","modified_gmt":"2011-09-23T14:19:16","slug":"cronistoria-del-tentato-colpo-di-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/statoveneto.net\/governo\/cronistoria-del-tentato-colpo-di-stato\/","title":{"rendered":"cronistoria del tentato colpo di stato"},"content":{"rendered":"<p>Cronistoria di un mancato colpo di stato.<\/p>\n<p>Il giorno 9 agosto 2009, nell&#8217;ambito di un controllo di password informatiche richiesto da Zanatta (ministro degli esteri) Loris Palmerini, Presidente del Tribunale del Popolo Veneto fin dal 1999, verifica che le password sono a posto (e allora perch\u00e9 fu richiesto il controllo) e viene a scoprire casualmente\u00a0 gravi illeciti da parte sua e di Quaglia, compresi reati fiscali fuori dalla legislazione veneta collegati a San Marino, in un momento in cui lo Stato Italiano lo ha accerchiato con la finanza.<\/p>\n<p>Queste attivit\u00e0 finanziarie personali di Quaglia\u00a0 con San Marino fatte attraverso le Istituzioni di Autogoverno, non solo erano del tutto incompatibili con le funzioni pubbliche, ma rischiavano di produrre l&#8217;arresto di innocento di innocenti coinvolti a loro insaputa, cosa che avrebbe gettato nel completo discredito le Istituzioni di Autogoverno. A queste nefandezze di Quaglia si sommavano\u00a0 altre precedenti gravi violazioni dello statuto, come la messa in campo di organizzazione poliziesca senza decreti regolativi (la cosidetta &#8220;Poesia veneta&#8221;), l&#8217;annuncio stampa di volerla armare, nonch\u00e9 la totale incapacit\u00e0\u00a0 di regolarizzarla a posteriori\u00a0 seppure richiesta dal presidente del Tribunale. Inoltre Quaglia aveva\u00a0 mentito al parlamento il 7 luglio sulla volont\u00e0 di armare il corpo di polizia per il quale invece aveva cercato forniture gi\u00e0 qualche giorno dopo da alcuni fornitori che hanno testimoniato.<\/p>\n<p>Verso il 15 agosto Palmerini mostra al presidente dell&#8217;Assemblea, Caltarossa ed altri,\u00a0 le prove dei crimini di Quaglia, e Caltarossa il giorno 17, su richiesta di 4 parlamentari (come da statuto)\u00a0 convoca urgentemente l&#8217;assemblea per il giorno 29, 6 giorni prima della data fissata con legge per il 5 settembre. I parlamentari richiedenti erano Caltarossa, Carrarini F, De Pieri, Marchioro.<\/p>\n<p>Caltarossa era\u00a0 presidente dell&#8217;Assemblea fin dal 19 marzo 2009. Infatti\u00a0 l&#8217;Assemblea lo aveva nominato in sostituzione di Quaglia in quanto nominato\u00a0 Capo del Governo e fuori ruolo dal Parlamento per incompatibilit\u00e0. La presidenza dell&#8217;Assemblea a\u00a0 Caltarossa (primo dei pi\u00f9 votati dopo Quaglia) derivava dall&#8217;obbligo statutario di risolvere subito le incompatibilit\u00e0. In ogni caso Quaglia stesso per mesi ha riconosciuto Caltarossa come capo dell&#8217;Assemblea perfino rivolgendosi a lui alla fine di giugno per la convocazione di una assemblea straordinaria per ottenere poteri speciali.<\/p>\n<p>Nel pomeriggio del giorno 18\u00a0 Palmerini chiede pubblicamente le dimissioni di Quaglia, rendendo noto di avergli chiesto direttamente le dimissioni senza esito, e che mostrer\u00e0 a tutto il parlamento le prove che rendevano necessaria la sua decadenza il giorno 29.<\/p>\n<p>Il 19 agosto Quaglia afferma che la notte prima lui e i suoi ministri (non approvati dal\u00a0 Parlamento) avevano con un deKreto di fatto preso tutti i poteri, dichiarando sospeso Palmerini, dichiarandosi lui stesso Capo dell&#8217;Assemblea, nominando dei magistrati suoi amici, dichiarando sospesa la legge del parlamento che apriva le elezioni intergrative dell&#8217;assemblea, convocava l&#8217;assemblea per il 30 agosto.<\/p>\n<p>Insomma tentavano il colpo di Stato con alcuni compari, tenendo all&#8217;oscuro i parlamentari delle vere ragioni della richiesta di dimissioni.<\/p>\n<p>Analizzando\u00a0 &#8220;deKreto&#8221; del 19 agosto\u00a0 di tentato colpo di Stato di Quaglia si vede la sua totale illegalit\u00e0<\/p>\n<p>1)\u00a0 ha dichiarato &#8220;sospeso&#8221; Palmerini Loris dalla presidenza del Tribunale del Popolo\u00a0 Veneto, ma lo Statuto di fondazione del Tribunale lo impedisce in quanto\u00a0 afferma chiaramente che il Presidente del Tribunale agisce nella piena\u00a0 indipendenza dal Potere Politico.<br \/>\nIn effetti il ruolo del presidente del tribunale\u00a0 \u00e8 quello di impedire la dittatura e per questo ha la garanzia che non pu\u00f2 essere<br \/>\nfatto decadere ed \u00e8 eletto direttamente dal popolo. Ma il presidente del tribunale non dispone di\u00a0 poteri di governo rendendo impossibile che lui faccia una dittatura. Ma come si vedr\u00e0 , la manovra contro Palmerini era iniziata gi\u00e0 a\u00a0 Giugno, le prove dimostrano che era gi\u00e0 in corso il progetto eversivo (vedi dopo).<\/p>\n<p>2) il governo Quaglia ha dichiarato decaduto dalla presidenza dell&#8217;assemblea Caltarossa Thomas. Questo \u00e8 eversivo della sovranit\u00e0 del popolo veneto, che ha dato alla Assemblea il potere di decidere chi fa il capo del governo, e chi non \u00e8 compatibile con quella carica. Doveva essere eventualmente l&#8217;Assemblea a far decadere Caltarossa, e la sua riconferma era gi\u00e0 nell&#8217;ordine del giorno del 29 agosto. Quindi non vi era alcun logica nel usurpare il ruolo di Caltarossa se non quello di impedire la partecipazione delle legittimi istituzioni.<br \/>\nInfatti Quaglia si \u00e8 pure autoproclamato Capo dell&#8217;Assemblea convocandola per il 30 agosto. Eppure\u00a0 era\u00a0 stata l&#8217;Assemblea stessa alla sua presenza il giorno 19 marzo 2009 che lo aveva messo fuori ruolo dal Parlamento per incompatibilit\u00e0 con la presidenza del governo, riconoscendo Caltarossa (primo dei pi\u00f9 votati) capo dell&#8217;Assemblea.<\/p>\n<p>3) il governo Quaglia, per sfuggire all&#8217;accusa dei suoi crimini ha nominato 3 compari quali Giudici &#8220;savi&#8221;, per potersi fare giudicare dai suoi compari. Questo \u00e8 illegale per il diritto internazionale , ma anche nello statuto di autogoverno la giurisdizione , l&#8217;esercizio della giustizia, \u00e8 esercitata dal popolo veneto attraverso l&#8217; Istituzione\u00a0 &#8220;Tribunale del Popolo Veneto&#8221; , che ha un suo presidente indipendente della politica eletto direttamente. Il Governo non ha diritto di &#8220;smontare&#8221; a suo piacimento la magistratura, n\u00e8 tanto meno nominare a suo piacimento i vertici: sovverte i diritti del popolo . Questo \u00e8 vietato anche dalle leggi internazionali che pretendono l&#8217;imparzialit\u00e0 della giustizia, e per tanto Quaglia non ha alcuna giurisdizione valida anche qualora un qualche Stato gli contestasse dei crimini nel rispetto delle leggi internazionali , compreso lo stato italiano. D&#8217;altra parte Quaglia per primo ha disconosciuto la legge veneta e la giurisdizione del tribunale del popolo veneto e del suo presidente.<\/p>\n<p>4) sistematica violazione dello Statuto: il governo Quaglia non ha mai rispettato gli statuti e le leggi, fregandosene dei ruoli istituzionali. Mmettendo in campo una polizia armata nei fatti senza alcuna legge approvata aveva violato lo statuto. Richiesto da Palmerini di sanare la questione , non \u00e8 stato in grado di far accettare l&#8217;uso di &#8220;armi semi automatiche&#8221; da parte del governo nella serata del 26 giugno, poich\u00e9 Palmerini richiese l&#8217;unanimit\u00e0 prevista dalla legge. Cos\u00ec Quaglia chiese poteri speciali al parlamento, e in parte li ottenne ma mentendogli il 7 luglio.<\/p>\n<p>5) bugie al parlamento: in data 7 luglio Quaglia e Bortotto hanno mentito al parlamento, in quanto \u00e8 stato esplicitamente chiesto loro se c&#8217;era l&#8217;intenzione di usare armi per la costituenda &#8220;polizia nazionale&#8221;. Bortotto, con la ratifica di Quaglia, esplicitamente richiesti da Caltarossa (riconosciuto presidente dell&#8217;Assemblea) mentirono al parlamento dicendo che non vi era l&#8217;intenzione di usare armi, mentre invece pochi giorni prima Quaglia e Bortotto avevano tentato di far approvare un decreto che esplicitamente prevedeva l&#8217;uso di &#8220;armi semiautomatiche&#8221;. Il decreto non pass\u00f2 perch\u00e9\u00a0 Palmerini richiese l&#8217;unanimit\u00e0, criterio di legge per l&#8217;approvazione dei decreti del governo. Questo produsse le ire di Quaglia e Bortotto.<br \/>\nQuaglia infatti dimise tutti i ministri, nel tentativo di approvare da solo le legge, ancora una volta impedito da Palmerini che richiedeva almeno qualche ministro in carica. L&#8217;intenzione di Quaglia di armare il corpo \u00e8 stata palesemente affermata dallo stesso anche a mezzo stampa.<br \/>\nLo spregio per il parlamento si dimostra anche nel decreto del 19 agosto ha perfino dichiara sospesa una legge del Parlamento data 25 giugno 2009,\u00a0 una legge che riapriva le elezioni del Parlamento &#8220;in zonta&#8221;.<\/p>\n<p>5) a seguito di un controllo informatico richiesto da Zanatta, sono emersi alcuni reati fiscali a carico suo e di Quaglia e l&#8217;uso delle<br \/>\nIstituzioni per coprire traffici illegali. I documenti che li comprovano sono stati presentati all&#8217;assemblea il 29 agosto e\u00a0\u00a0 secretati per ordine dell&#8217;Assemblea che ha per\u00f2 ordinata la pubblicazione qualora Quaglia e accoliti continuassero nell&#8217;usurpazione. Questa evenienza si \u00e8 realizzata fin dal 30 agosto ma palesemente nel mese di ottobre .<\/p>\n<p>6) diffamazione a mezzo stampa: Quaglia, imboccato da Bortotto, ha presentato come\u00a0 presunta prova di colpevolezza di Palmerini un documento nel quale Palmerini chiedeva di essere sentito dalla magistratura italiana. Nonostante le dimostrazioni date da Palmerini, e l&#8217;ampia documentazione disponibile che dimostravano l&#8217;impossibilit\u00e0 delle accuse, Quaglia ha utilizzato indicandolo come prova per sostenere la\u00a0 necessaria &#8220;sospensione&#8221; di Palmerini. Tuttavia il documento \u00e8 risultata\u00a0 una evidente esca che serviva a far entrare il diritto di autogoverno nel processo sui Serenissimi, in quanto Palmerini al tempo non poteva essere delatore di alcunch\u00e9 poich\u00e9 non frequentava alcun movimento di\u00a0 stampa venetista. Inoltre Palmerini \u00e8 stato accusato dal\u00a0 movimento di\u00a0 Bortotto di aver fatto arrestare Segato, quando dalla lettura dei documenti \u00e8 risultato evidente il contrario, cio\u00e8 che Palmerini ha\u00a0 ottenuto e favorita la scarcerazione di Segato nel marzo 2000 (Segato fu\u00a0 costretto a dichiararsi italiano dalla magistratura e a disconoscere le Istituzioni di Autogoverno)<\/p>\n<p>Il deKreto del 19 agosto di Quaglia\u00a0 \u00e8 stato dichiarato nullo dall&#8217;assemblea del 29 convocata legittimamente su richiesta di 4 parlamentari, e Quaglia e il suo governo dichiarato decaduto ed interdetti a vita\u00a0 dalle cariche pubbliche\u00a0 i suoi accoliti.<\/p>\n<p>A favore tutti i parlamentari, compreso De Pieri che 2 mesi dopo si unisce a Quaglia a seguito del fatto che l&#8217;Assemblea gli nega il ruolo di Capo di Governo (venne eletto Palmerini)<\/p>\n<p>Successivamente e da recenti indagini \u00e8 risultato anche che i siti usati da Quaglia e Bortotto sono stati registrati il 22 giugno e il 4 agosto, quindi prima di ogni contestazione a Palmerini. Questo dimostra la programmazione dell&#8217;atto eversivo ben meditata da tempo, un progetto dietro il quale si nascondono forze eversive certamente filo italiane. In particolare, Bortotto \u00e8 un ex-poliziotto, Zanatta (titolare dell&#8217; altro sito) ha parenti stretti dei Carabinieri.<\/p>\n<p>Negli attuali siti si usano i simboli i nomi delle Istituzioni di Autogoverno e in propriet\u00e0 di Palmerini, oltre che\u00a0 le opere intellettuali lavoro di Palmerini. Questi furti sono penalmente ed economicamente perseguibili. Si usano\u00a0 anche idee e l&#8217;uso di articoli giornalistici che in realt\u00e0 riguardano\u00a0 successi delle attivit\u00e0 di autogoverno che loro fanno credere come loro\u00a0 lavoro.<\/p>\n<p>Questi comportamenti verranno perseguiti su tutti i piani, e le persone responsabili vedranno che con la legislazione veneta non si scherza.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, chi non risponde alla legge veneta deve rispondere a quella italiana, e i reati sono molti.<\/p>\n<p>Si arriver\u00e0\u00a0 quindi\u00a0 ad accertare la sussistenza della giurisdizione veneta sulla pelle di chi disconosce la giurisdizione veneta stessa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cronistoria di un mancato colpo di stato. 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