Ecco le bugie degli uomini LIFE che danneggiano sé stessi e il popolo veneto

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A metà del 2006 ho dimostrato che la giurisdizione italiana sul Lombardo-Veneto non esiste, e ho cominciato a scrivere queste cose nel mio Blog www.palmerini.net dal gennaio 2007 . Avevo dimostrato per la prima volta la nullità giuridica del plebiscito del 1866 per il Lombardo-Veneto, “nullo indipendentemente dal risultato e dallo svolgimento, perché chi organizzò il plebiscito non era legittimato a rappresentare il popolo veneto.

Infatti il Commissario plenipotenziario del Re d’Italia, certo Genova Thaon di Revel, aveva ricevuto il territorio da 3 personaggi (Luigi Michiel, Edoardo De Betta e Achille Emi-Kelder), i quali non erano stati nominati da alcuno a rappresentare il popolo veneto e mantovano, quindi erano del tutto privi di legittimazione e potere”. Da notare che la nullità della annessione coinvolge tutto il lombardo-veneto e non il solo Veneto, ed in particolare conta il fatto che tutta la Lombardia escluso Mantova non venne nemmeno fatta notare.

Le  frasi in corsivo sono dentro il  ricorso da me scritto per LIFE nel 2007, ricalcando anche molti altri concetti giuridici già scritti in decine di altri ricorsi presentati negli anni precedenti. Avevo però anche aggiunto le mie ultime scoperte sul referendum del 1946 che nel 2007 per la prima volta avevo dimostravo nullo, in quanto, similmente al plebiscito del 1866, erano stati esclusi illegalmente dal voto ampi territorio e cittadini aventi diritto al voto, questa volta l’Istria, la Dalmatia e le isole ex-venete cedute solo l’anno dopo (1947) dal governo italiano. Avevo scritto questi concetti nel libretto “La Repubblica mai nata” pubblicato nel 2007 che  furono inseriti nel ricorso LIFE che trovate qui Http://www.life.it/allegati/ricorsi_e_sentenze/2007/giugno/citazione_giugno_2007.pdf . Riprova è che al ricorso in tribunale presentato da LIFE   fu allegata una copia del libretto, ricorso  scritto dame e  formalizzato dall’avv. Della Luna che tuttora mi difende in Tribunale. ( Per tanto i  contenuti storici sono soggetti a diritto d’autore e si richiede la  citazione dell’Autore.)

Nel ricorso si faceva valere anche il fatto che, anche se si volesse ammettere  lo stesso la presenza legittima dello Stato Italiano sul lombardo-veneto, anche in quel caso viene a mancare la giurisdizione perché con propria legge lo stato italiano ha  rinunciato alla giurisdizione riconosciendo il diritto di autogoverno del popolo veneto, che con l’autodeterminazione della L.n.881/1977 erano e sono diritti già esercitati fin dal 1999 quando io stesso proposi di fondare l’Autogoverno come noto a tutti i venetisti.

Il mio lavoro di costruzione dell’Autogoverno iniziato nel 1999, e i vari ricorsi tutti scritti da me in quanto presidente del Tribunale del Popolo Veneto , erano fatti per persone che volevano portare avanti il concetto giuridico della sovranità in tribunale italiano, e non hanno mai avuto a che fare con LIFE o suoi membri fino al 2006. Fu allora che  anche loro come molti altri  chiesero il mio aiuto, perché avevano visto negare in tribunale ogni loro iniziativa precedente, insomma per ottenere giustizia. Prima di allora però, ripeto, non avevano mai voluto abbracciare l’autogoverno nonostante in molti lo avessero loro proposto e non hanno mai mosso un dito o 1 euro. Nel 2005 ho frequentato LIFE , 1 o 2 volte in tutto, e anche in seguito non più di 15 volte.

Presentato il ricorso a  Venezia e ottenuta la sentenza  nel 2008, di nuovo io proposi di presentare ricorso al Consiglio d’Europa, e lo scrissi personalmente  (non è richiesto l’avvocato) finendolo poche ore prima di salire nell’autobus organizzato per andare a depositarlo a Strasburgo. Quest’ultima operazione costata migliaia di euro era  del tutto inutile perché bastava spedirlo per posta, cosa che più volte spiegai a Quaglia,  ma egli voleva inscenare questa cosa  demagogica  forse per raccattare qualche soldo, sapendo che per l’avvocato non aveva speso nulla nonostante i fondi raccolti.

Che il ricorso lo scrissi io è provato dal fatto che solo nell’autobus che ci portava a Strasburgo nel 2008 i membri LIFE e gli altri da me portati vennero a sapere nel dettaglio cosa andavano a firmare, ne sono testimoni i 25 presenti. Spiegai nell’autobus che si chiedeva l’autogoverno oppure la liberazione del Lombardo-Veneto, anche in virtù dei brogli elettorali che io stesso avevo denunciato già nel 1996, tanto c’è una intera pagina di 27 nel ricorso riguardo la non eleggibilità di Berlusconi, e comprendeva anche la denuncia sulla illegalità dei giudici tributari per cui sono attualmente sotto processo a Padova e che avevo fatto valere a Padova nel 2007. Insomma nessuno tranne me aveva mai letto il ricorso prima della consegna, ma tutti mi diedero fiducia e lo firmarono senza leggerlo. Se qualcuno vuole il file, ce l’ho solo io infatti.

Già ora è possibile una riflessione: come è possibile che una persona come me che ha fatto queste cose possa lavorare per lo Stato Italiano ? Possibile che lo faccia negando la stessa legittimità e legalità fin dal 1866 dello stato per cui lavora? Possibile che metta in crisi anche la legalità corrente affermando  che è solo apparenza condita di brogli? Questo dimostra che le affermazioni di Quaglia di questo tenore sono quanto meno sintomo di demenza senile.

Ora Quaglia ha dichiarato alla stampa che in quel ricorso del 2008 al Consiglio d’Europa , LIFE ha chiesto la liberazione della Repubblica Veneta, ma è FALSO. Nel ricorso (che ho scritto io) non si parla affatto del ripristino della Repubblica Veneta, perché  a mio avviso non è mai stata dimostrata con la legge veneta  la illegalità della delibera del 12 maggio 1797.

Dunque il riferimento alla Repubblica Veneta di Quaglia  è una delle tante bugie di questo individuo e dei 2-3 pensionati che lo seguono, come Agnoletti che vuole essere Doge, ma di fatto siamo di fronte al tentativo di far creder che con questo ricorso da loro scritto hanno fatto qualcosa di buono, una  tentata truffa mistificatoria.

Questo  tentativo di appropriarsi del lavoro degli altri ne segue altri con  radici lontane, come quando nel 2007 dichiararono da soli che il Tribunale del Popolo Veneto aveva sede a Conegliano, cosa che non fu mai invece decretata da me che ne ero il Presidente. Già allora avevo notato il tentativo di LIFE di usare l’autogoverno per “coprirsi” da qualcosa, finendo a scoprie nel 2009 che Quaglia e Zanatta facevano girare fatture con San Marino : dovemmo buttarli fuori.

Tuttavia ce ne ho messo di tempo, dal 2007 i rapporti sono continuati perché non avevo capito allora di avere a che fare con mistificatori che per smanie personali e dopo ripetuti fallimenti personali ed umani raccontano bugie e infangano i patrioti. Ma con me quasi tutti i venetisti non lo hanno capito.

Dalle recenti dichiarazione di Quaglia si dimostra che l’insipienza è tale che manca proprio un senso in quello che fanno. Ad esempio hanno recentemente chiesto all’ONU di aprire una inchiesta, ma se questo avvenisse il Consiglio d’Europa per statuto non potrebbe più giudicare sulla questione come sugli altri procedimenti simili presentato da me per far valere i diritti del popolo veneto.

Cioé si stanno tagliando le gambe da soli!

Tuttavia c’è il rischio che l’ONU apra una inchiesta perché questo risulterebbe molto utile all’ITALIA, che bloccando l’inchiesta senza mai concluderla vedrebbe congelato il Consiglio d’Europa che è un vero giudice. L’ONU invece non ha la forza per condannare l’Italia, la quale potrebbe sempre godere del veto di qualcuno in Consiglio di Sicurezza.

Per fortuna è poco probabile che qualcuno li ascolti.

Ma anche riguardo al Consiglio d’Europa, la loro totale inettitudine in questo è dimostrata dal fatto che il ricorso da me scritto per loro molto probabilmente è andato in malora perché nel 2008 non presentarono il nome dell’avvocato difensore nel tempo previsto, nonostante le mie numerose insistenze.

Quaglia e compagni non capiscono nemmeno quello che fanno, e sono facilmente strumentalizzabile da poliziotti ed ex poliziotti che con questo mezzo cercano di nuovo di costruire un governo fasullo come nel 1866 e ridicolizzare la causa.

Queste persone sono veramente dannosi per sé stesse e per gli altri, si tagliano le gambe da soli in quello che altri hanno fatto per loro, ma il grave è che impediscono al popolo veneto di liberarsi, e probabilmente vengono anche strumentalizzati da menti molto più sottili.

Se l’ONU apre una inchiesta anche gli altri ricorsi presentati sui diritti del popolo veneto verrebbero bloccati : stanno bloccando tutto il popolo veneto, non solo il loro ricorso che andato perso.

Resta invece viva la speranza del ricorso da me presentato nel 2009, raffinato ulteriormente rispetto a quello del 2008, e la speranza per quello che presenteremo presto per far valere i diritti del popolo veneto quale minoranza simili al Sud-Tirolo grazie all’entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1 dicembre 2009.

Per fortuna Quaglia legalmente non rappresenta nessuno, e faremo valere questa cosa, perché è stato buttato fuori dall’Autogoverno quando appunto venni a scoprire che riceveva certe fatture personali da paradisi fiscali nelle email dell’Autogoverno di Zanatta, e l’Assemblea li buttò fuori assieme agli altri che tentavano il colpo di mano a quanto pare con l’idea di scatenare una guerriglia.

Insomma si sono inventati un sacco di bugie contro di me, che però non hanno mai pubblicamente dimostrato, annunciando prove e processi che non hanno mai fatto.

Giuridicamente è stata l’assemblea del popolo veneto a bandirli il 29 agosto 2009, che si convocò su richiesta di 4 membri come previsto dallo statuto, dunque autoconvocata senza riguardo a chi fosse il presidente. Non è difficile seguire la sequenza dei fatti :

* l’assemblea si è AUTOCONVOCATA A NORMA DI STATUTO per il 29 agosto 2009

*il 29 agosto l’Assemblea ha dichiarato nullo tutta l’attività delle ultime settimane del governo Quaglia , bandendolo a vita con i suoi ministri e dichiarando nulla la sospensione del Presidente del Tribunale (io)

* l’assemblea legittima annullava anche la convocazione dell’Assemblea di Quaglia per il giorno dopo

* il 4 settembre l’Assemblea nominava me capo del Governo del Popolo Veneto

Furono 12 persone a firmare. La conseguenza è che per legge internazionale tutto quanto fatto da Quaglia e da Gardin a partire dal 29 agosto 2009 non ha valore di rappresentanza del popolo veneto, tutto nullo a partire come gli atti conseguenti.

Ho sperato che in questo anno rinsavissero, ma evidentemente l’età e altre tare lo impediscono.

Ultimamente hanno rialzato la testa perché con la recente finanziaria hanno abrogato temporaneamente il reato di organizzazione di corpo paramilitare per salvare le guardie padane, e anche Quaglia in quanto imputato con altri di questi reati, ne ha beneficiato. Furono denunciati perché Quaglia già a giugno 2009 aveva espresso perfino a mezzo stampa l’intenzione di armare la “polisia veneta”, e questo per l’Italia è un reato che si punisce prima del compimento, basta l’ intenzione, come spiegai molte volte nel contempo dichiarando illegale il suo operato. Non sapevamo degli schioppetti. Io e l’assemblea pensavamo non fosse utile e sensato mettere in atto per davvero questa idea cretina della Polisia Veneta armata, l’idea insomma di voler sconfiggere un esercito con 4 schioppetti. Idea da mentecatti.

Solo dopo l’espulsione abbiamo saputo quello che tutti hanno sentito.

Purtroppo l’età rallenta il pensiero e Quaglia ancora non ha capito che non rappresenta nessuno. Ora compie insapientemente altri reati perché per legge e statuto spacciarsi per il Governo del Popolo Veneto o parlare in nome dell’Assemblea del Popolo Veneto sono reati, “sostituzione di persona” (art. 494 C.P.) e “False dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri” (Art. 496 C.P.), reati del codice penale veneto in quanto incorporato, ma che gli italiani non tarderanno ad attribuirgli essendo stato salvato con le guardie padane.

Purtroppo queste persone sono facilmente strumentalizzabili, ed infatti c’è un doppio binario nel loro gruppo. Bortotto, che fu fra i più accaniti proponenti dell’uso di armamenti, ex (?) poliziotto, più furbo, ha nel frattempo cambiato parrocchia con un nome diverso, ma presentando nella sua documentazione un legame con l’autogoverno del popolo veneto che non esiste, e facendo credere di avere un collegamento con l’anagrafe del popolo veneto che non c’è, forse al fine di ottenere i dati delle persone interessate in violazione del silenzio che noi invece abbiamo sempre mantenuto verso chi si è iscritto in anagrafe.

Cosa dire ancora se non che chiunque dia credibilità a queste persone condanna il popolo veneto alla confusione e alla derisione. Lo condanna a non avere giustizia nelle sedi internazionali.

Se si toglie questa feccia invece, non si può non vedere la solidità della proposta dell’autogoverno del popolo veneto che ho proposto e che sto ancora portando avanti fin dal 1999, anzi fin dal 1997 se si include quando tentai di far valere questi diritti in connessione con il processo ai Serenissimi, chiedendo di essere sentito senza ovviamente venire mai essere sentito.

Se qualcuno ha qualcosa da dire, se qualcuno vuole un dibattito pubblico, io sono sempre disponibile, ma quello a cui si deve comunque arrivare è di emarginare i mentecatti e i truffatori che sporcano la causa del popolo veneto con interessi personali, affari propri, intrallazzi, che poi alla fine non portano alcun beneficio ma anzi bloccano il popolo veneto nel suo percorso.

Riguardo a Gardin, un obiettore che oggi filtra con dei guerrafondai, dopo aver rifiutato per anni la validità dell’Autogoverno del Popolo Veneto oggi si dichiara presidente del “Governo del popolo Veneto” da me fondato, ma si sappia che egli ritiene che ad un possibile referendum per l’indipendenza si dovrebbe far votare CHIUNQUE, non i soli veneti, ma anche i milioni di nuovi residenti che l’Italia inevitabilmente manderebbe a votare. Esattamente come l’Italia fece nel 1866 quando diede il diritto di voto ai soldati italiani presenti nel territorio.

Occorre far pulizia di questi personaggi se vogliamo che i veneti possano credere alla causa del popolo veneto. E dare spazio a menti giovani e fresche, ma sopratutto oneste.

Loris Palmerini
presidente del Governo del Popolo Veneto

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