Nessun rappresentante dell’Autogoverno del Popolo Veneto è rinviato a giudizio: diffida ad associare le Istituzioni alla “Połisia Veneta”

Dal TG3 Veneto delle ore 14 di oggi 18 maggio 5 persone della “poeisia veneta” sono state rinviate a giudizio per organizzazione di un “corpo paramilitare”.

Questa organizzazione non ha nulla a che vedere con le istituzioni dI Autogoverno del Popolo Veneto, nè è una sua cellula.

I fatti per cui la PoBizia Veneta è stata rinviata oggi a giudizio non hanno nulla a che vedere con l’Autogoverno del Popolo Veneto,  attualmente rappresentato da me, Loris Palmerini, che nel 1999 le ho anche fondate, né la Polisia Veneta ha che fare con rappresentanti istituzionali di Autogoverno, né la sua nascita è stata mai approvata dalla Assemblea nazionale del Popolo Veneto o conforme agli statuti.

La stampa e le Istituzioni italiane e ogni individuo sono diffidate dall’associare in qualunque modo le Istituzioni di Autogoverno del Popolo Veneto, lo Stato delle Venetie alla “Połisia Veneta” organizzata da Quaglia, Bortotto e altri.

Anche lo scrivente Loris Palmerini non è nemmeno indagato proprio perché non ha avuto alcun ruolo nella vicenda, ed anzi non è mai nemmeno stato sentito.

Per questo ogni associazione dei materiali e degli studi da me prodotti a quel gruppo di persone verrà perseguito in ogni modo in quanto nessuna giustificazione è mai stata data loro da parte mia, né in miei scritti, e sono materiali protetti dal diritto d’autore.

La cellula della “Polisia Veneta” è stata invece creata nel giugno del 2009 da subito in violazione delle procedure legali di Autogoverno da persone che al tempo effettivamente appartenevano all’Autogoverno del Popolo Veneto, ossia l’allora capo del Governo Quaglia e dal suo “ministro” dell’interno Bortotto, ma in totale violazione delle regole statutarie e dalla prassi consolidata. Anche lo stesso ministro Bortotto e gli altri non furono mai approvati dall’Assemblea alla quale essi per altro sistematicamente mentirono sugli scopi e le attività.

La Polisia Veneta fu creata nel giugno 2009 al di fuori delle procedure imposta dagli statuti e per questo fu da me, allora presidente del Tribunale, dichiarata sciolta già dopo 10 giorni. Anche l’Assemblea nazionale veneta espresse la contrarietà anche alla sola ipotesi di uso di armi.

Pur non avendo mai saputo nulla di armi, a causa di diverse violazioni degli statuti riscontrate nel comportamento di Quaglia, Bortotto, Zanatta Franzago, Franceschi, Berton e altri, il 29 di Agosto del 2009 l’Assemblea li ha dichiarati decaduti ed interdetti a vita dai ruoli istituzionali. Ma nulla della decisione dell’Assemblea aveva a che vedere con la questione armi e concernevano invece sistematiche violazioni degli Statuti dell’Autogoverno.

A dimostrazione del disprezzo delle Istituzioni, gli stessi personaggi hanno in seguito tentato l’ usurpazione dei ruoli delle Istituzioni di Autogoverno, confondendo la Questura e la Stampa e ammantandosi della rappresentanza legale.

Stando alla stampa del novembre 2009 e alle denunce della Questura di Treviso, essi hanno operato nei successivi mesi in modo da armarsi, ma essi erano completamente avulsi dalle Istituzioni di Autogoverno che sono state del tutto estranei a questi fatti e risultano invece gravemente danneggiate dalla loro azione.

I fatti per cui la cellula della PoBizia Veneta è stata rinviata oggi a giudizio non hanno nulla a che vedere con l’Autogoverno del Popolo Veneto, né con suoi rappresentanti istituzionali, né la sua nascita è stata mai approvata dalla Assemblea nazionale del Popolo Veneto o conforme agli statuti.

L’Autogoverno del Popolo Veneto è oggi rappresentato da me, Loris Palmerini, nominato dall’Assemblea il 5 settembre 2009, che per altro l’ho legalmente costituita, sulla base di miei studi del 1998. Ho infatti allora dimostrato che l’Autogoverno del Popolo Veneto lo deve esercitare il popolo stesso, e non la regione veneto come la stessa ha affermato nel 1998, e la mia impostazione è stata confermato dalla sentenza n.365/2007 della Corte Costituzionale.

Il “popolo veneto” infatti è riconosciuto dall’art.2 legge costituzionale n.340/1971. Nel 1999, avvalendosi della legge n.881/1977, il popolo veneto ha iniziato il suo autogoverno legale, costituendo un soggetto di diritto sia per quanto riguarda il diritto di autogoverno interno, che lo Stato Italiano riconosce nella legge ma nega nei fatti, sia per quanto concerne la rivendicazione legale dei diritti di sovranità del popolo veneto in sede internazionale.

Ma nel 2006 ho dimostrano anche la nullità giuridica del plebiscito del 1866 per l’annessione del Lombardo-Veneto in quanto non votò tutta la “Lombardia” in violazione del diritto internazionale. Questo rende quel plebiscito invalido e nullo quale titolo giuridico dello Stato Italiano per rivendicare legalmente la rappresentanza delle Venetie: non le rappresenta e non ha titolo.

Nel 2007 ho dimostrato la nullità del referendum monarchia-repubblica del 1946 in quanto non votarono i cittadini italiani di Istria, Dalmatia, isole adriatiche e ioniche, ma pure Bolzano, Udine, e vari altri territori, in violazione del decreto del Re e facendo venire a mancare il quorum per la vittoria di chicchessia.

Questi studi hanno portato nel 2008 al riconoscimento da parte del Tribunale di Venezia che lo Stato Italiano è in “difetto assoluto di giurisdizione” nel territorio lombardo-veneto, ed in pratica il territorio è in una condizione come quella di Livigno e Campione.

L’Autogoverno del Popolo Veneto insomma è una organizzazione istituzionale atta a rappresentare legalmente i diritti del Popolo Veneto (art.2L.n.340/1971) sia quale autonomia speciale (come autogoverno previsto dalla L.n.439/1986) e minoranza nazionale (in base alla legge n.302/1997) sia quale rappresentanza internazionale di un popolo sovrano (L.n.881/1977) in attesa di vedere ripristinato il diritto ad un plebiscito autogovernato negato nel 1866.

Lo Stato Italiano rifiuta di riconoscere perfino i diritti di “minoranza nazionale” previsti dalla L.n.302/1997, dimostrando una pratica razzista e di assimilazione vietata dal diritto internazionale ed interno.

Purtroppo in questo contesto l’associazione dell’Autogoverno del Popolo Veneto alla Polisia Veneta è utile allo Stato per spaventare i veneti e tenerli lontano dalla presa di coscienza dei propri diritti, creando un caos informativo e un terrore come quello motivato con l’azione, diffamando le Istituzioni, probabilmente anche infiltrandola nel 2009 nell’Autogoverno stesso.

Loris Palmerini
presidente del Governo del Popolo Veneto

Autogoverno Popolo Veneto /Stato delle Venetie

Decreto 28 Norme fiscali, penali e della giurisdizione veneta

Il Governo, nell’esercizio delle funzioni istituzionali e di Governo di Autodeterminazione dell’ordinamento giuridico del Popolo Veneto:
viste le norme fiscali delle Istituzioni del Popolo Veneto;
vista la necessità di chiarimento ed integrazione delle norme vigenti fiscali e penali;
vista la necessità di certezza della pena e degli obblighi civili;

Il Governo decreta

Articolo 1 – La tassazione generale è fissata nella percentuale del 25% del reddito imponibile.
Articolo 2 – Il reddito imponibile si calcola detraendo dall’incassato il 100% delle spese sostenute inerenti l’attività, comprese le spese di investimento, in personale, in macchinari e attrezzature, in pubblicità e promozioni, e i canoni per servizi necessari alla attività.
Articolo 3 – Non fanno parte dell’imponibile le cifre fatturare ma non ancora incassate
Articolo 4 – I soggetti che hanno più attività aziendali e personali, dopo aver predisposto le dichiarazioni per ciascuna di esse possono presentarle allegate ad una dichiarazione complessiva dove compensano le cifre al passivo o i crediti di imposta con le cifre all’attivo di tutte le attività, versando solo il dovuto all’attivo o con richiesta di rimborso dei crediti d’imposta risultanti.
Articolo 5 – Sui redditi netti percepiti le persone fisiche devono versare il 3% in un fondo pensionistico vincolato di durata ventennale sottoscritto presso una società assicurativa con almeno 100.000 assicurati. Possono ottenere lo svincolo del fondo gli ultrasessantacinquenni.
Articolo 6 – L’imposta sugli scambi (ex IVA) è fissata al 20% dell’importo per ogni attività tranne che per la vendita di alimentari.
Articolo 7 – In attesa di una organica sistematizzazione delle Lista dei Crimini e della lista degli Usi, vengono rese esecutive nell’ordinamento veneto tutte le fattispecie di reato e tutte le fattispecie del codice civile della legislazione italiana vigenti al 23 maggio 1992, sempre che esse non siano in contrasto con le norme venete oppure con i principi comuni agli stati Europei e salvo giurisprudenza veneta.
Il presente decreto ha il valore di legge nello Stato delle Venetie il giorno dopo la pubblicazione sul sito ufficiale www.statoveneto.net.
Il Capo del governo del popolo veneto

I ministri

Ecco alcuni crimini per i quali l’Assemblea ha fatto decadere Quaglia

Il 13 agosto 2009, il Presidente del Tribunale del Popolo Veneto, Loris Palmerini, aveva chiesto le dimissioni di Quaglia, a seguito della scoperta di gravi illeciti da parte di Quaglia e altri, compresi reati di eversione e reati fiscali. Nella richiesta, resa pubblica il 15, ha annunciato che avrebbe dimostrato la colpevolezza di Quaglia nella Assemblea del Parlamento che fu convocata il giorno dopo.

Il 16 agosto 2009, su richiesta di 4 parlamentari come previsto dallo statuto, il Presidente dell’Assemblea Caltarossa convocò urgentemente il Parlamento per discutere delle questioni. L’autoconvocazione dell’Assemblea era cosa dovuta, e Caltarossa era presidente dell’Assemblea fin dal 19 marzo. Infatti  quel giorno l’Assemblea aveva nominato Quaglia Capo del Governo mettendolo fuori ruolo dal Parlamento per incompatibilità , riconoscendo quindi  la presidenza dell’Assemblea  a  Caltarossa (rimasto primo dei più votati). Quaglia stesso per mesi ha riconosciuto Caltarossa come capo dell’Assemblea.

Il 19 agosto il Governo Quaglia, senza ministri approvati dal Parlamento, tentava il colpo di Stato con un deKreto mai pubblicato.

In esso Quaglia dichiarava sospeso il presidente del Tribunale, si autoproclamava capo dell’Assemblea, nominava dei giudici suoi compari, convocava l’assemblea per il 30 agosto. Il deKreto di Quaglia è stato dichiarato nullo dall’assemblea del 29 convocata legittimamente . Anche  l’assemblea del 5  settembre, già programmata dalla legge del giugno 2009, ha confermato la cosa, rendendo superflua ogni altra considerazione di legittimità.

Nel  deKreto illegale del 19 agosto di tentato colpo di Stato , il “governo” Quaglia aveva dichiarato:

1)  “sospeso” Palmerini Loris dalla presidenza del Tribunale del Popolo Veneto, ma lo Statuto di fondazione del Tribunale lo impedisce in quanto afferma chiaramente che il Presidente del Tribunale agisce nella piena “indipendenza dal Potere Politico”, e in effetti nello statuto un ruolo primario del Presidente del Tribunale è quello di impedire la dittatura è per questo ha la garanzia che non può essere fatto decadere ed è eletto direttamente dal popolo e dispone di una sua sovranità. Ma non dispone di poteri di governo ad eccezione della sua sicurezza personale. Il presidente del Tribunale era stato messo sotto accusa da Bortotto già da inizio Giugno, periodo nel quale era già in corso il progetto eversivo (vedi dopo) con la registrazione di siti abusivi scoperti in seguito.

2) il 19 agosto il governo Quaglia ha dichiarato decaduto dalla presidenza dell’assemblea Caltarossa Thomas, scavalcando i poteri dell’Assemblea. Qualche giorno dopo Quaglia si è perfino autoproclamato Capo dell’Assemblea convocandola per il 30 agosto .Ma era stata l’Assemblea stessa alla sua presenza il giorno 19 marzo 2009 che lo aveva messo fuori ruolo dal Parlamento per incompatibilità con la presidenza del governo, riconoscendo Caltarossa (primo dei più votati) capo dell’Assemblea.

3) il governo Quaglia, per sfuggire alle accusa di suoi crimini pronunciate da Palmerini ha nominato anche 3 compari quali Giudici “savi”, per potersi giudicare da sè, tuttavia la giurisdizione di giustizia è esercitata dal popolo nella Istituzioni di Autogoverno “Tribunale del Popolo Veneto” e non spetta al Governo poterla “smontare” a suo piacimento. Questo è vietato anche dalle leggi internazionali, ma si tratta di una violazione dello statuto sulla giustizia.

4) bugie al parlamento: in data 7 luglio Quaglia e Bortotto hanno mentito al parlamento, in quanto è stato esplicitamente chiesto loro se c’era l’intenzione di usare armi per la costituenda “polizia nazionale”. Bortotto, con la ratifica di Quaglia, esplicitamente richiesti da Caltarossa (presidente dell’Assemblea) mentirono al parlamento dicendo che non vi era l’intenzione, mentre invece pochi giorni prima Quaglia e Bortotto avevano tentato di far approvare un decreto che esplicitamente prevedeva l’uso di “armi semiautomatiche”. Il decreto non passò perché Palmerini richiese l’unanimità del governo, criterio di legge per l’approvazione dei decreti del governo. Questo produsse le ire di Quaglia e Bortotto. Quaglia infatti dimise tutti i ministri, nel tentativo di approvare da solo le legge, ancora una volta impedito da Palmerini che richiedeva almeno qualche ministro in carica. L’intenzione di Quaglia di armare il corpo è stata palesemente affermata dallo stesso anche a mezzo stampa. (aggiornamento : il giorno 5 novembre sono stati denunciati per avere il controllo di un “arsenale” di armi , a dimostrazione che mentivano)

5) a seguito di un controllo informatico richiesto da Zanatta, sono emersi alcuni reati fiscali a carico  di Quaglia e Zanatta cioé l’uso delle Istituzioni per coprire traffici illegali. I documenti che li comprovano sono stati tenuti secretati per ordine dell’Assemblea che ha però ordinata la pubblicazione qualora Quaglia e accoliti continuassero nell’usurpazione dei simboli. Questa evenienza si è realizzata fin dal 30 agosto, il 6 settembre, il 25 ottobre.

6) sistematica violazione dello Statuto: il governo Quaglia non ha mai rispettato gli statuti e le leggi, fregandosene dei ruoli istituzionali anche quando richiamato da preciso decreto del presidente del Tribunale, mettendo in campo una polizia senza alcuna legge approvata. Nel decreto del 19 agosto ha perfino dichiarata “sospesa” una legge del Parlamento datata 25 giugno 2009, una legge che riapriva le elezioni del Parlamento “in zonta”. Questo non è ammesso in alcuna democrazia.

7) diffamazione a mezzo stampa: Quaglia, imboccato da Bortotto, ha presentato come  presunta prova di colpevolezza di Palmerini un documento nel quale Palmerini chiedeva di essere sentito dalla magistratura italiana.Nonostante le dimostrazioni date da Palmerini, e l’ampia documentazione disponibile che dimostravano l’infondatezza delle accuse, Quaglia ha utilizzato il documento per sostenere la necessaria “sospensione” di Palmerini. Tuttavia il documento è risultata una evidente esca che serviva a far entrare il diritto di autogoverno nel processo sui serenissimi, in quanto Palmerini non poteva essere delatore di alcunché poiché non frequentava alcun movimento venetista al tempo dei fatti. Inoltre Palmerini è stato accusato dal  movimento di Bortotto di aver fatto arrestare Segato, quando dalla lettura dei documenti è risultato evidente il contrario, cioè che Palmerini ha ottenuto e favorita la scarcerazione di Segato nel marzo 2000 (Segato fu costretto a dichiararsi italiano dalla magistratura e a disconoscere le Istituzioni di Autogoverno) – Aggiunta: nel recente libro di lettere di Segato dal carcere, risulta che Segato ha subito carcere ingiusto perché rifiutò di accusare falsamente Palmerini e collegarlo ai Serenissimi da cui è sempre stato estraneo.

Da indagini del settembre 2009 è risultato che i siti usati da Quaglia e Bortotto sono stati registrati il 22 giugno e il 4 agosto, quindi prima di ogni contestazione e di dichiarazione su Palmerini. Questo dimostra la programmazione dell’atto eversivo ben meditata da tempo, un progetto dietro il quale si nascondono forze eversive certamente filo italiane. In particolare, Bortotto è un ex-poliziotto, Zanatta (titolare di altro sito) ha parenti stretti dei Carabinieri. Nelle recenti indagini sulla “Połisia” Zanatra non risulta nemmeno indagato.

Nei  siti abusivi si usano i simboli i nomi, simboli delle Istituzioni di Autogoverno, oltre che  le opere intellettuali lavoro di Palmerini. Questi furti sono penalmente ed economicamente perseguibili. Si usano anche idee e l’uso di articoli giornalistici che in realtà riguardano successi delle attività di autogoverno che gli abusivi della “Połisia”  fanno credere essere  loro lavoro.

Questi comportamenti verranno perseguiti su tutti i piani, e le persone responsabili vedranno che con la legislazione veneta non si scherza perché se si disconosce quella veneta si subisce quella italiana.

cronistoria del tentato colpo di stato

Cronistoria di un mancato colpo di stato.

Il giorno 9 agosto 2009, nell’ambito di un controllo di password informatiche richiesto da Zanatta (ministro degli esteri) Loris Palmerini, Presidente del Tribunale del Popolo Veneto fin dal 1999, verifica che le password sono a posto (e allora perché fu richiesto il controllo) e viene a scoprire casualmente  gravi illeciti da parte sua e di Quaglia, compresi reati fiscali fuori dalla legislazione veneta collegati a San Marino, in un momento in cui lo Stato Italiano lo ha accerchiato con la finanza.

Queste attività finanziarie personali di Quaglia  con San Marino fatte attraverso le Istituzioni di Autogoverno, non solo erano del tutto incompatibili con le funzioni pubbliche, ma rischiavano di produrre l’arresto di innocento di innocenti coinvolti a loro insaputa, cosa che avrebbe gettato nel completo discredito le Istituzioni di Autogoverno. A queste nefandezze di Quaglia si sommavano  altre precedenti gravi violazioni dello statuto, come la messa in campo di organizzazione poliziesca senza decreti regolativi (la cosidetta “Poesia veneta”), l’annuncio stampa di volerla armare, nonché la totale incapacità  di regolarizzarla a posteriori  seppure richiesta dal presidente del Tribunale. Inoltre Quaglia aveva  mentito al parlamento il 7 luglio sulla volontà di armare il corpo di polizia per il quale invece aveva cercato forniture già qualche giorno dopo da alcuni fornitori che hanno testimoniato.

Verso il 15 agosto Palmerini mostra al presidente dell’Assemblea, Caltarossa ed altri,  le prove dei crimini di Quaglia, e Caltarossa il giorno 17, su richiesta di 4 parlamentari (come da statuto)  convoca urgentemente l’assemblea per il giorno 29, 6 giorni prima della data fissata con legge per il 5 settembre. I parlamentari richiedenti erano Caltarossa, Carrarini F, De Pieri, Marchioro.

Caltarossa era  presidente dell’Assemblea fin dal 19 marzo 2009. Infatti  l’Assemblea lo aveva nominato in sostituzione di Quaglia in quanto nominato  Capo del Governo e fuori ruolo dal Parlamento per incompatibilità. La presidenza dell’Assemblea a  Caltarossa (primo dei più votati dopo Quaglia) derivava dall’obbligo statutario di risolvere subito le incompatibilità. In ogni caso Quaglia stesso per mesi ha riconosciuto Caltarossa come capo dell’Assemblea perfino rivolgendosi a lui alla fine di giugno per la convocazione di una assemblea straordinaria per ottenere poteri speciali.

Nel pomeriggio del giorno 18  Palmerini chiede pubblicamente le dimissioni di Quaglia, rendendo noto di avergli chiesto direttamente le dimissioni senza esito, e che mostrerà a tutto il parlamento le prove che rendevano necessaria la sua decadenza il giorno 29.

Il 19 agosto Quaglia afferma che la notte prima lui e i suoi ministri (non approvati dal  Parlamento) avevano con un deKreto di fatto preso tutti i poteri, dichiarando sospeso Palmerini, dichiarandosi lui stesso Capo dell’Assemblea, nominando dei magistrati suoi amici, dichiarando sospesa la legge del parlamento che apriva le elezioni intergrative dell’assemblea, convocava l’assemblea per il 30 agosto.

Insomma tentavano il colpo di Stato con alcuni compari, tenendo all’oscuro i parlamentari delle vere ragioni della richiesta di dimissioni.

Analizzando  “deKreto” del 19 agosto  di tentato colpo di Stato di Quaglia si vede la sua totale illegalità

1)  ha dichiarato “sospeso” Palmerini Loris dalla presidenza del Tribunale del Popolo  Veneto, ma lo Statuto di fondazione del Tribunale lo impedisce in quanto  afferma chiaramente che il Presidente del Tribunale agisce nella piena  indipendenza dal Potere Politico.
In effetti il ruolo del presidente del tribunale  è quello di impedire la dittatura e per questo ha la garanzia che non può essere
fatto decadere ed è eletto direttamente dal popolo. Ma il presidente del tribunale non dispone di  poteri di governo rendendo impossibile che lui faccia una dittatura. Ma come si vedrà , la manovra contro Palmerini era iniziata già a  Giugno, le prove dimostrano che era già in corso il progetto eversivo (vedi dopo).

2) il governo Quaglia ha dichiarato decaduto dalla presidenza dell’assemblea Caltarossa Thomas. Questo è eversivo della sovranità del popolo veneto, che ha dato alla Assemblea il potere di decidere chi fa il capo del governo, e chi non è compatibile con quella carica. Doveva essere eventualmente l’Assemblea a far decadere Caltarossa, e la sua riconferma era già nell’ordine del giorno del 29 agosto. Quindi non vi era alcun logica nel usurpare il ruolo di Caltarossa se non quello di impedire la partecipazione delle legittimi istituzioni.
Infatti Quaglia si è pure autoproclamato Capo dell’Assemblea convocandola per il 30 agosto. Eppure  era  stata l’Assemblea stessa alla sua presenza il giorno 19 marzo 2009 che lo aveva messo fuori ruolo dal Parlamento per incompatibilità con la presidenza del governo, riconoscendo Caltarossa (primo dei più votati) capo dell’Assemblea.

3) il governo Quaglia, per sfuggire all’accusa dei suoi crimini ha nominato 3 compari quali Giudici “savi”, per potersi fare giudicare dai suoi compari. Questo è illegale per il diritto internazionale , ma anche nello statuto di autogoverno la giurisdizione , l’esercizio della giustizia, è esercitata dal popolo veneto attraverso l’ Istituzione  “Tribunale del Popolo Veneto” , che ha un suo presidente indipendente della politica eletto direttamente. Il Governo non ha diritto di “smontare” a suo piacimento la magistratura, nè tanto meno nominare a suo piacimento i vertici: sovverte i diritti del popolo . Questo è vietato anche dalle leggi internazionali che pretendono l’imparzialità della giustizia, e per tanto Quaglia non ha alcuna giurisdizione valida anche qualora un qualche Stato gli contestasse dei crimini nel rispetto delle leggi internazionali , compreso lo stato italiano. D’altra parte Quaglia per primo ha disconosciuto la legge veneta e la giurisdizione del tribunale del popolo veneto e del suo presidente.

4) sistematica violazione dello Statuto: il governo Quaglia non ha mai rispettato gli statuti e le leggi, fregandosene dei ruoli istituzionali. Mmettendo in campo una polizia armata nei fatti senza alcuna legge approvata aveva violato lo statuto. Richiesto da Palmerini di sanare la questione , non è stato in grado di far accettare l’uso di “armi semi automatiche” da parte del governo nella serata del 26 giugno, poiché Palmerini richiese l’unanimità prevista dalla legge. Così Quaglia chiese poteri speciali al parlamento, e in parte li ottenne ma mentendogli il 7 luglio.

5) bugie al parlamento: in data 7 luglio Quaglia e Bortotto hanno mentito al parlamento, in quanto è stato esplicitamente chiesto loro se c’era l’intenzione di usare armi per la costituenda “polizia nazionale”. Bortotto, con la ratifica di Quaglia, esplicitamente richiesti da Caltarossa (riconosciuto presidente dell’Assemblea) mentirono al parlamento dicendo che non vi era l’intenzione di usare armi, mentre invece pochi giorni prima Quaglia e Bortotto avevano tentato di far approvare un decreto che esplicitamente prevedeva l’uso di “armi semiautomatiche”. Il decreto non passò perché  Palmerini richiese l’unanimità, criterio di legge per l’approvazione dei decreti del governo. Questo produsse le ire di Quaglia e Bortotto.
Quaglia infatti dimise tutti i ministri, nel tentativo di approvare da solo le legge, ancora una volta impedito da Palmerini che richiedeva almeno qualche ministro in carica. L’intenzione di Quaglia di armare il corpo è stata palesemente affermata dallo stesso anche a mezzo stampa.
Lo spregio per il parlamento si dimostra anche nel decreto del 19 agosto ha perfino dichiara sospesa una legge del Parlamento data 25 giugno 2009,  una legge che riapriva le elezioni del Parlamento “in zonta”.

5) a seguito di un controllo informatico richiesto da Zanatta, sono emersi alcuni reati fiscali a carico suo e di Quaglia e l’uso delle
Istituzioni per coprire traffici illegali. I documenti che li comprovano sono stati presentati all’assemblea il 29 agosto e   secretati per ordine dell’Assemblea che ha però ordinata la pubblicazione qualora Quaglia e accoliti continuassero nell’usurpazione. Questa evenienza si è realizzata fin dal 30 agosto ma palesemente nel mese di ottobre .

6) diffamazione a mezzo stampa: Quaglia, imboccato da Bortotto, ha presentato come  presunta prova di colpevolezza di Palmerini un documento nel quale Palmerini chiedeva di essere sentito dalla magistratura italiana. Nonostante le dimostrazioni date da Palmerini, e l’ampia documentazione disponibile che dimostravano l’impossibilità delle accuse, Quaglia ha utilizzato indicandolo come prova per sostenere la  necessaria “sospensione” di Palmerini. Tuttavia il documento è risultata  una evidente esca che serviva a far entrare il diritto di autogoverno nel processo sui Serenissimi, in quanto Palmerini al tempo non poteva essere delatore di alcunché poiché non frequentava alcun movimento di  stampa venetista. Inoltre Palmerini è stato accusato dal  movimento di  Bortotto di aver fatto arrestare Segato, quando dalla lettura dei documenti è risultato evidente il contrario, cioè che Palmerini ha  ottenuto e favorita la scarcerazione di Segato nel marzo 2000 (Segato fu  costretto a dichiararsi italiano dalla magistratura e a disconoscere le Istituzioni di Autogoverno)

Il deKreto del 19 agosto di Quaglia  è stato dichiarato nullo dall’assemblea del 29 convocata legittimamente su richiesta di 4 parlamentari, e Quaglia e il suo governo dichiarato decaduto ed interdetti a vita  dalle cariche pubbliche  i suoi accoliti.

A favore tutti i parlamentari, compreso De Pieri che 2 mesi dopo si unisce a Quaglia a seguito del fatto che l’Assemblea gli nega il ruolo di Capo di Governo (venne eletto Palmerini)

Successivamente e da recenti indagini è risultato anche che i siti usati da Quaglia e Bortotto sono stati registrati il 22 giugno e il 4 agosto, quindi prima di ogni contestazione a Palmerini. Questo dimostra la programmazione dell’atto eversivo ben meditata da tempo, un progetto dietro il quale si nascondono forze eversive certamente filo italiane. In particolare, Bortotto è un ex-poliziotto, Zanatta (titolare dell’ altro sito) ha parenti stretti dei Carabinieri.

Negli attuali siti si usano i simboli i nomi delle Istituzioni di Autogoverno e in proprietà di Palmerini, oltre che  le opere intellettuali lavoro di Palmerini. Questi furti sono penalmente ed economicamente perseguibili. Si usano  anche idee e l’uso di articoli giornalistici che in realtà riguardano  successi delle attività di autogoverno che loro fanno credere come loro  lavoro.

Questi comportamenti verranno perseguiti su tutti i piani, e le persone responsabili vedranno che con la legislazione veneta non si scherza.

D’altra parte, chi non risponde alla legge veneta deve rispondere a quella italiana, e i reati sono molti.

Si arriverà  quindi  ad accertare la sussistenza della giurisdizione veneta sulla pelle di chi disconosce la giurisdizione veneta stessa.

Nuovi vertici dello Stato delle Venetie eletti dall’Assemblea del Popolo Veneto

L’Assemblea del Popolo Veneto, ( http://www.statoveneto.net/assemblea ) Parlamento dello Stato delle Venetie /Autogoverno del Popolo Veneto, si è riunita oggi 5 settembre 2009 a Due Carrare (PD).

Dopo aver accertato la decadenza di un certo numero di parlamentari assenteisti, l’Assemblea ha approvato la nomina di Francesca Carrarini a presidente supplente del Tribunale del Popolo Veneto, appositamente modificando la legge che richiedeva almeno 30 anni per la carica, portata a 25.

Carrarini resterà in carica fino al 25 ottobre, data di elezione da parte del popolo del nuovo presidente del tribunale.

L’assemblea, nel riconfermare le delibere della riunione precedente, ha votato un nuovo capo del Governo, Loris Palmerini, già presidente uscente del Tribunale del Popolo Veneto.

Indiscusso il Presidente dell’Assemblea, Thomas Caltarossa.

L’Assemblea inoltre si appresta a installarsi in una nuova sede nel veneto centrale.

L’assemblea tornerà a riunirsi il prima sabato del mese.

La riunione di oggi, sia il luogo che la data, era stata stabilita dalla legge 27 giugno 2009, e per tanto la sua convocazione è giuridicamente inoppugnabile.

I media sono diffidati da associare le Istituzioni di Autogoverno del Popolo Veneto, Stato delle Venetie ad altre persone o fatti diverse dai rappresentanti Istituzionali e verranno citati in giudizio per danni d’Immagine e risarcimento danno qualora questo succedesse.

www.statoveneto.net

L’assemblea dichiara decaduto il governo Quaglia, interdetti a vita i componenti, sanzioni, norme regolamentari

Verificati  gli elementi di diritto e i comportamenti, l’Assemblea del Popolo Veneto ha dichiarato decaduto il Governo Quaglia e interdetti a vita  dai pubblici uffici tutti i componenti, annullata la convocazione dell’Assemblea per il 30 agosto, sanzioni per il mancato rispetto.

Vedi sito ufficiale

http://www.statoveneto.net/assemblea/?p=37